Covid-19: misure di sostegno e provvedimenti per il turistico-alberghiero

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Covid-19: misure di sostegno

e provvedimenti per il turistico-alberghiero

Vincenzo Meleca

Con tre distinti Decreti Legge, rispettivamente il D.L. 2 marzo 2020 n. 9, quello del 17 marzo 2020 n. 18 e quello del 25 marzo 2020 n.191 il Legislatore nazionale è intervenuto in materia di emergenza Coronavirus/Covid-19, prevedendo specifiche disposizioni di aiuto alle imprese e ai soggetti privati. A tali provvedimenti si sono aggiunti vari Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri del Lavoro, della Salute, dell’Interno, le ordinanze della Protezione civile e quelle del Presidenti dei Consigli Regionali.

Come è intuibile, non è semplice analizzare a fondo e coordinare tutte queste varie norme, ma ciò nonostante proviamo a sintetizzare quelle che riguardano le principali misure di interesse per le imprese alberghiere ed assimilate, sia di ordine generale, sia quelle specificamente riferite al settore turistico-ricettivo:

  1. Misure di sostegno alle imprese

  • Sospensione versamenti ritenute fiscali e contributive: per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator2, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi, dalla data del 2 marzo 2020 e fino al 30 aprile 2020 i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, operati in qualità di sostituti d’imposta, nonché quelli relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi. I versamenti saranno effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 (che slitta a lunedì 1° giugno in quanto il 31 cade di domenica) o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Quanto già versato non viene rimborsato.

  • Rimborsi dei corrispettivi versati inerenti la programmazione di viaggi e soggiorni: a tutti i clienti destinatari di provvedimenti limitativi della libera circolazione (quarantena, permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, ricovero, divieto di allontanamento) o che hanno programmato viaggi, soggiorni, partecipazioni a concorsi o eventi nelle aree interessate dal contagio o che pur in possesso di biglietti, non possano partire o raggiungere il luogo di destinazione in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da Covid-19, le imprese dovranno rimborsare il prezzo versato per il titolo di viaggio acquistato da utilizzare nel periodo di vigenza della situazione emergenziale epidemiologica da Covid-19 oppure nel periodo di vigenza del provvedimento limitativo della libera circolazione, oppure, in alternativa, l’emissione di voucher di importo pari alla somma rimborsabile e da utilizzare entro un anno dal rilascio.

  • Rimborsi dei corrispettivi versati per l’acquisto di pacchetti turistici: i clienti hanno il diritto di recesso dai contratti di pacchetti turistici, senza pagamento di spese di recesso e con diritto ai rimborsi. In tal caso, l’operatore turistico, a fronte di specifica scelta del cliente, può alternativamente offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, o procedere al rimborso integrale, senza spese e senza ulteriori indennizzi, oppure emettere un voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante. Da notare che il provvedimento prevede che il vettore (ad esempio la compagnia aerea) dovrà effettuare il rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio in favore dell’organizzatore del pacchetto oppure all’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione.

  • Rimborsi dei corrispettivi versati per la partecipazione a gite scolastiche: da confermare anche in questo caso quanto appena detto a proposito dei pacchetti turistici, le somme rimborsate alle scuole saranno a loro volta rimborsate alle famiglie.

  • Cumulabilità della garanzia del Fondo di Garanzia PMI: è possibile cumulare tale garanzia con altre forme di garanzia per le operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a € 500.000 (art. 49, comma 1, lettera i), Decreto Legge n. 18/2020).

  • Cessione a titolo oneroso di crediti pecuniari: quelli vantati nei confronti di debitori inadempienti possono essere trasformati, nel rispetto di particolari condizioni, in credito d’imposta (art. 55, Decreto Legge n. 18/2020).

  • Misure, per sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia: varie sono le misure indicate dal MISE (vedi http://www.mef.gov.it/covid-19/faq.html?s=3).

In estrema sintesi: a) la possibilità di utilizzare la parte non sfruttata delle aperture a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o quelli alla data del 17 marzo, se superiori. b) la proroga alle medesime condizioni fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza prima del 30 settembre 2020; la sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. È facoltà dell’impresa chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale. Per poter usufruire di tali misure, le imprese non debbono avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate (ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non debbono), avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni. Sono interessate le micro, piccole e medie imprese (PMI), operanti in Italia (cioè quelle con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro), appartenenti a tutti i settori.

  1. Misure di sostegno economico dei lavoratori

  • Indennità ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali: nel caso in cui tali lavoratori abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo e che non siano titolari di pensione o di rapporto di lavoro dipendente, è loro riconosciuta dall’Inps, previa presentazione della domanda, un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. Tale indennità non concorre alla formazione del reddito (art. 29, Decreto Legge n. 18/2020). Sono compresi i dipendenti del settore alberghiero ex circolare INPS n. 47/2020 (https://www.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%2047%20del%2028-03-2020.pdf).

  • Misure di integrazione salariale per i dipendenti: in caso di sospensione dell’attività e, di conseguenza, della sospensione del rapporto di lavoro, per quanto riguarda la Cassa integrazione ordinaria (CIGO), si ritiene che la possano richiedere solo le imprese alberghiere con più di cinque dipendenti che operano in settori in cui non sono stati costituiti fondi di solidarietà bilaterali o bilaterali alternativi. Circa la Cassa integrazione in deroga (CIGD) può essere concessa dalle Regioni e Provincie autonome per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane (art. 19 e 22, Decreto Legge n. 18/2020 e Circ. INPS n. 47/2020).

  1. Misure in materia di gestione delle risorse umane

  • Lavoro agile (smart working): ne va estesa, laddove possibile, l’utilizzazione, ma con alcune precisazioni. Premesso che non essendo obbligatorio, nella presente situazione di emergenza, raggiungere con il lavoratore alcun accordo individuale (ex art. 2, comma 1, lettera r del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020), né essendo obbligatorio alcun accordo con le organizzazioni sindacali, anche aziendali, sarà comunque necessario informare per iscritto il lavoratore (facendosene firmare copia per ricevuta di tale comunicazione. Un facsimile è disponibile sul sito https://www.adlabor.it/contenuto/modello-di-comunicazione-x-lavoro-agile-al-lavoratore/) e precisando che il ricorso al lavoro agile durerà soltanto (salvo successivo accordi) per tutta il periodo di emergenza fissato dai provvedimenti di legge, la cui cessazione gli sarà tempestivamente comunicata, il datore di lavoro dovrà verificare che i dipendenti: possano effettivamente svolgere la propria attività lavorativa dal proprio domicilio (o dimora o residenza) senza che essi debbano utilizzare apparecchiature o macchinari diversi da personal computer e telefoni e senza che debbano avere accesso a documentazione cartacea; dispongano nel proprio domicilio (o dimora o residenza) di un personal computer (fisso o portatile), di un telefono (fisso o cellulare) e di un collegamento internet. Nel caso non abbiano tali dispositivi (in particolare personal computer e collegamento internet), il datore dovrà provvedere a metterglieli a disposizione; possano collegarsi alla rete informatica aziendale, accertando altresì che non vi siano problemi di sicurezza.

  • Limiti ai licenziamenti: dal 17 marzo 2020 e fino al 16 maggio 2020 non si possono attivare le procedure di licenziamenti collettivi e quelle già attivate sono sospese. Nello stesso periodo sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (cioè quelli motivati da ragioni inerenti l’attività produttiva e/o inerenti il regolare funzionamento della stessa). Il divieto di licenziamento non si applica per i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo di natura disciplinare (per entrambi i quali andrebbero comunque rispettate le procedure di legge ex art 7 Legge 300/1970 e di CCNL. Il condizionale è d’obbligo, alla luce delle problematiche legate agli effetti delle misure restrittive della mobilità adottare dal D.L. 18/2020 e dei reali rallentamenti dei servizi postali e giudiziari), nonché i licenziamenti per giustificato motivo soggettivo diversi da quelli di natura disciplinare, (come ad esempio quelli di inidoneità), quelli per raggiungimento del limite massimo di età per la fruizione della pensione di vecchiaia, quelli per la fruizione del pensionamento per la “quota 100”, quelli per superamento del periodo di comporto (in particolare riferito alla malattia). Riteniamo dubbia la possibilità di licenziare legittimamente i dirigenti per giustificatezza (non motivata da ragioni disciplinari) e gli apprendisti al termine al termine del periodo formativo (art. 55, Decreto Legge n. 18/2020).

  1. Altre misure di interesse per le imprese alberghiere

I Prefetti, ex art. 6, commi 7 e 8, del Decreto Legge n. 18/2020, possono requisire strutture alberghiere per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata. Il provvedimento prefettizio (che può protrarsi fino al 31 luglio 2020, ovvero fino al termine al quale sia stata ulteriormente prorogata la durata dello stato di emergenza) prevede la corresponsione di una indennità pari allo 0,42% mensile del valore corrente di mercato dell’immobile requisito.

La Fondazione Consulenti del lavoro ha reso disponibile un suo documento con le FAQ relative all’emergenza Coronavirus/COVID-19, suddivise in quattro aree: ammortizzatori sociali, licenziamenti, fiscale e scadenze, smart working. Il documento è consultabile su:

http://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2020/FS/Approfondimento_FS_31032020_100FAQ.pdf

2 L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione del 18.03.2020 n. 12 (consultabile su https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/2369968/RIS+sospensione+versamenti+COVID-19+T.pdf/13271ba0-12eb-75c6-d8f8-c272ff40b7cc) , ha pubblicato, a titolo indicativo, i codici ATECO riferibili alle attività economiche individuate dall’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 e dall’articolo 61, comma 2, lettere da a) a q), del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. Tra questi segnaliamo in particolare i seguenti codici ATECO: 55.10.00 – alberghi; 55.20.10 – villaggi turistici; 55.20.20 – ostelli della gioventù; 55.20.30 – rifugi di montagna; 55.20.40 – colonie marine e montane; 55.20.51 – affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence; 55.20.52 – attività di alloggio connesse alle aziende agricole; 55.30.00 – aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte; 55.90.20 – alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero; 56.10.11 – ristorazione con somministrazione; 56.10.12 – attività di ristorazione connesse alle aziende agricole; 56.21.00 – catering per eventi, banqueting; 56.29.10 – mense; 56.29.20 – catering continuativo su base contrattuale; 56.30.00 – bar e altri esercizi simili senza cucina.

  • importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Quanto già versato non viene rimborsato.

  • Rimborsi dei corrispettivi versati inerenti la programmazione di viaggi e soggiorni: a tutti i clienti destinatari di provvedimenti limitativi della libera circolazione (quarantena, permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, ricovero, divieto di allontanamento) o che hanno programmato viaggi, soggiorni, partecipazioni a concorsi o eventi nelle aree interessate dal contagio o che pur in possesso di biglietti, non possano partire o raggiungere il luogo di destinazione in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da Covid-19, le imprese dovranno rimborsare il prezzo versato per il titolo di viaggio acquistato da utilizzare nel periodo di vigenza della situazione emergenziale epidemiologica da Covid-19 oppure nel periodo di vigenza del provvedimento limitativo della libera circolazione, oppure, in alternativa, l’emissione di voucher di importo pari alla somma rimborsabile e da utilizzare entro un anno dal rilascio.

  • Rimborsi dei corrispettivi versati per l’acquisto di pacchetti turistici: i clienti hanno il diritto di recesso dai contratti di pacchetti turistici, senza pagamento di spese di recesso e con diritto ai rimborsi. In tal caso, l’operatore turistico, a fronte di specifica scelta del cliente, può alternativamente offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, o procedere al rimborso integrale, senza spese e senza ulteriori indennizzi, oppure emettere un voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante. Da notare che il provvedimento prevede che il vettore (ad esempio la compagnia aerea) dovrà effettuare il rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio in favore dell’organizzatore del pacchetto oppure all’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione.

  • Rimborsi dei corrispettivi versati per la partecipazione a gite scolastiche: da confermare anche in questo caso quanto appena detto a proposito dei pacchetti turistici, le somme rimborsate alle scuole saranno a loro volta rimborsate alle famiglie.

  • Cumulabilità della garanzia del Fondo di Garanzia PMI: è possibile cumulare tale garanzia con altre forme di garanzia per le operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a € 500.000 (art. 49, comma 1, lettera i), Decreto Legge n. 18/2020).

  • Cessione a titolo oneroso di crediti pecuniari: quelli vantati nei confronti di debitori inadempienti possono essere trasformati, nel rispetto di particolari condizioni, in credito d’imposta (art. 55, Decreto Legge n. 18/2020).

  • Misure, per sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia: varie sono le misure indicate dal MISE (vedi http://www.mef.gov.it/covid-19/faq.html?s=3).

In estrema sintesi: a) la possibilità di utilizzare la parte non sfruttata delle aperture a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o quelli alla data del 17 marzo, se superiori. b) la proroga alle medesime condizioni fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza prima del 30 settembre 2020; la sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. È facoltà dell’impresa chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale. Per poter usufruire di tali misure, le imprese non debbono avere posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate (ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non debbono), avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni. Sono interessate le micro, piccole e medie imprese (PMI), operanti in Italia (cioè quelle con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro), appartenenti a tutti i settori.

  1. Misure di sostegno economico dei lavoratori

  • Indennità ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali: nel caso in cui tali lavoratori abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo e che non siano titolari di pensione o di rapporto di lavoro dipendente, è loro riconosciuta dall’Inps, previa presentazione della domanda, un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. Tale indennità non concorre alla formazione del reddito (art. 29, Decreto Legge n. 18/2020). Sono compresi i dipendenti del settore alberghiero ex circolare INPS n. 47/2020 (https://www.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%2047%20del%2028-03-2020.pdf).

  • Misure di integrazione salariale per i dipendenti: in caso di sospensione dell’attività e, di conseguenza, della sospensione del rapporto di lavoro, per quanto riguarda la Cassa integrazione ordinaria (CIGO), si ritiene che la possano richiedere solo le imprese alberghiere con più di cinque dipendenti che operano in settori in cui non sono stati costituiti fondi di solidarietà bilaterali o bilaterali alternativi. Circa la Cassa integrazione in deroga (CIGD) può essere concessa dalle Regioni e Provincie autonome per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane (art. 19 e 22, Decreto Legge n. 18/2020 e Circ. INPS n. 47/2020).

  1. Misure in materia di gestione delle risorse umane

  • Lavoro agile (smart working): ne va estesa, laddove possibile, l’utilizzazione, ma con alcune precisazioni. Premesso che non essendo obbligatorio, nella presente situazione di emergenza, raggiungere con il lavoratore alcun accordo individuale (ex art. 2, comma 1, lettera r del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020), né essendo obbligatorio alcun accordo con le organizzazioni sindacali, anche aziendali, sarà comunque necessario informare per iscritto il lavoratore (facendosene firmare copia per ricevuta di tale comunicazione. Un facsimile è disponibile sul sito https://www.adlabor.it/contenuto/modello-di-comunicazione-x-lavoro-agile-al-lavoratore/) e precisando che il ricorso al lavoro agile durerà soltanto (salvo successivo accordi) per tutta il periodo di emergenza fissato dai provvedimenti di legge, la cui cessazione gli sarà tempestivamente comunicata, il datore di lavoro dovrà verificare che i dipendenti: possano effettivamente svolgere la propria attività lavorativa dal proprio domicilio (o dimora o residenza) senza che essi debbano utilizzare apparecchiature o macchinari diversi da personal computer e telefoni e senza che debbano avere accesso a documentazione cartacea; dispongano nel proprio domicilio (o dimora o residenza) di un personal computer (fisso o portatile), di un telefono (fisso o cellulare) e di un collegamento internet. Nel caso non abbiano tali dispositivi (in particolare personal computer e collegamento internet), il datore dovrà provvedere a metterglieli a disposizione; possano collegarsi alla rete informatica aziendale, accertando altresì che non vi siano problemi di sicurezza.

  • Limiti ai licenziamenti: dal 17 marzo 2020 e fino al 16 maggio 2020 non si possono attivare le procedure di licenziamenti collettivi e quelle già attivate sono sospese. Nello stesso periodo sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (cioè quelli motivati da ragioni inerenti l’attività produttiva e/o inerenti il regolare funzionamento della stessa). Il divieto di licenziamento non si applica per i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo di natura disciplinare (per entrambi i quali andrebbero comunque rispettate le procedure di legge ex art 7 Legge 300/1970 e di CCNL. Il condizionale è d’obbligo, alla luce delle problematiche legate agli effetti delle misure restrittive della mobilità adottare dal D.L. 18/2020 e dei reali rallentamenti dei servizi postali e giudiziari), nonché i licenziamenti per giustificato motivo soggettivo diversi da quelli di natura disciplinare, (come ad esempio quelli di inidoneità), quelli per raggiungimento del limite massimo di età per la fruizione della pensione di vecchiaia, quelli per la fruizione del pensionamento per la “quota 100”, quelli per superamento del periodo di comporto (in particolare riferito alla malattia). Riteniamo dubbia la possibilità di licenziare legittimamente i dirigenti per giustificatezza (non motivata da ragioni disciplinari) e gli apprendisti al termine al termine del periodo formativo (art. 55, Decreto Legge n. 18/2020).

  1. Altre misure di interesse per le imprese alberghiere

I Prefetti, ex art. 6, commi 7 e 8, del Decreto Legge n. 18/2020, possono requisire strutture alberghiere per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata. Il provvedimento prefettizio (che può protrarsi fino al 31 luglio 2020, ovvero fino al termine al quale sia stata ulteriormente prorogata la durata dello stato di emergenza) prevede la corresponsione di una indennità pari allo 0,42% mensile del valore corrente di mercato dell’immobile requisito.

La Fondazione Consulenti del lavoro ha reso disponibile un suo documento con le FAQ relative all’emergenza Coronavirus/COVID-19, suddivise in quattro aree: ammortizzatori sociali, licenziamenti, fiscale e scadenze, smart working. Il documento è consultabile su: http://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2020/FS/Approfondimento_FS_31032020_100FAQ.pdf

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